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Buffon, l’88 e le sue quattro palle.

Buffon: “Volevo la maglia numero 00 perché simboleggiava due palle ma il presidente mi disse che non era possibile. Allora presi la 88 che di palle ne aveva 4”

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Quest’oggi abbiamo deciso di raccontarvi uno tra i tanti aneddoti di una lunghissima storia calcistica di un uomo, Gianluigi Buffon, che lo hanno reso, con il passare degli anni, un punto di riferimento sia sotto il punto di vista sportivo che caratteriale di tutti gli amanti dello sport in generale.

L’aneddoto risale alla stagione 2000-2001, ai tempi del Parma. Quell’anno fu la prima stagione in cui i giocatori avrebbero potuto scegliere il numero da indossare sopra la propria maglia durante le partite, avendo una scelta più ampia rispetto al passato.

In realtà dalla stagione 1995/96il calcio italiano decise di abbandonare quelle maglie anonime caratterizzate non solo dalla numerazione descritta sopra ma anche dall’assenza dei cognomi dei calciatori, fattore che ormai serve a identificarli. A partire dal 2000 anzi la possibilità di scelta dei calciatori diventò talmente ampia che chiunque poteva scegliere dal numero 1 al 99 senza problemi.

Già, dall’1 al 99. Fu proprio qui che per Gianluigi sorse il “problema”. L’ex portiere del Parma chiese al presidente dei ducali di prendere la maglia numero 00 perché simboleggiava due palle. Ma ciò non era possibile, perché i numeri di maglia assegnabili partivano dal numero 1. Cosi Buffon dovette rinunciare alla maglia numero 00 e scelse la numero 88 poiché simboleggiava quattro “palle”, simbolo della rinascita dopo l’infortunio che gli aveva impedito di partecipare all’Europeo 2000.

Dopo alcune proteste di diverse associazioni, soprattutto del responsabile dello sport della comunità ebraica di Roma Vittorio Pavoncello, che evidenziavano come il numero potesse essere associato ad Hitler (l’ottava lettera dell’alfabeto è la H, quindi le due cifre rischiavano di essere interpretate come acronimo di Heil Hitler), il portiere, ignaro del significato del numero 88, ripiegò sul 77.

Dopo quasi 20 anni ancora oggi, Buffon ha dimostrato che quelle “palle” non erano solamente uno stupido numero stampate su una maglia rosa ai tempi del Parma e che, a volte, per poter affrontare le sfide nella vita non basta accontentarsi solamente di avere due palle.

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