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Gli 80 anni di “Sor Carletto”: una vita di campioni e quella corsa sotto la curva

carlo mazzone compleanno

E’  l’allenatore italiano con più panchine in assoluto in Serie A (795). Le coppe che ha vinto non esistono più: la Coppa di Lega italo inglese (Fiorentina 1975) e la Coppa Intertoto (Bologna 1988). Domani 19 Marzo compie 80 anni!

 

La carriera da giocatore.

Dopo aver giocato nelle giovanili della Roma, esordì in Serie A il 31 maggio 1959 in Fiorentina-Roma (1-1), e giocò l’ultima di campionato Roma-Talmone Torino (4-1). L’anno seguente passò, sempre in Serie A, alla SPAL. Nello stesso campionato giunse in Serie C al Siena. L’anno seguente andò alla Del Duca Ascoli, club in cui giocò per nove anni, dal 1960 al 1969, e dove collezionò 221 presenze, quasi tutte da capitano. La sua ultima stagione da calciatore, quella 1968-1969, fu anche la sua prima da allenatore, sempre dei bianconeri. (Wikipedia)

La carriera da allenatore.

Di lui dicevano che era il Trapattoni dei poveri e lui rispondeva che era “Trapattoni il Mazzone dei ricchi.” Festeggiamo gli ottanta anni del più sanguigno “mister” del calcio italiano, celebre per le sue sfuriate e le interviste puntute, con una carrellata di immagini dalla sua lunghissima carriera (ancora oggi è l’allenatore con più panchine in Serie A, 795) all’insegna degli “scudetti” delle piccole cioè le promozioni e le salvezze e segnata da alcune stagioni straordinarie. L’esordio in panchina fu con l’Ascoli di Costantino Rozzi che all’inizio degli anni Settanta porta dalla C alla A e dove tornerà nei primi anni ottanta per raggiungere uno straordinario sesto posto oltre che l’obiettivo di quattro salvezze consecutive. Poi gli anni alla guida della “sua” Roma tra il 1993 e il 1996 (venuti dopo l’exploit dei campionati con il Cagliari che riuscì a portare dopo 21 anni in Coppa Uefa) quando fece esordire in serie A Francesco Totti. E come non ricordare le straordinarie stagioni sulla panchina del Brescia di Roberto Baggio ma anche di Andrea Pirlo, sua l’idea di trasformarlo in regista davanti alla difesa ruolo in cui diventerà imbattibile, e di Pep Guardiola. Con lui le rondinelle raggiungeranno il miglior risultato di sempre con il settimo posto nel campionato 2001-2002.

 

La celebre corsa.

Carletto Mazzone è l’icona di se stesso – il ritratto di un capitano di ventura, uno straordinario Brancaleone degli stadi – ma soprattutto l’icona di un’epoca trascorsa velocemente, travolta improvvisamente dalla modernità, dalla tv via satellite, dal mondo che ti entra in salotto, dai tatuaggi, dalle creste, dallo star system dei calciatori, dalle moviole istantanee, dagli arbitri collegati via radio, dai tablet che misurano le cose più assurde del pallone. 

Oggi “Sor Carletto” è diventato un mito anche tra i giovani soprattutto per il ricordo indelebile di quella corsa sotto la curva dell’Atalanta:

Il Brescia sta perdendo 3-1 contro gli storici rivali dell’Atalanta. Mazzone, allenatore delle Rondinelle, è bersagliato dai cori degli ultras orobici. Dopo il momentaneo 3-2, Mazzone pregusta il colpo grosso: «Se famo er tre pari vado sotto la curva dell’Atalanta». Detto, fatto: Baggio pareggia i conti e Mazzone, incontenibile, festeggia sotto la curva dei rivali. Un’immagine che i tifosi del Brescia difficilmente dimenticheranno.

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