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Germania 2006, la favola Azzurra.

Germania 2006: la favola degli azzurri di Lippi

Azzurri e coppa 2
9 Luglio 2006, Berlino. Parte Zidane dal dischetto, prova il cucchiaio, traversa. “Non è goal!” urla Caressa dalla cabina di commento, “Non è goal!” ribadiamo in coro noi, in un bar, birre in mano, tentando di spingere quell’Italia verso la vittoria di un mondiale. Tutto ciò sembrava utopia solo un mese prima. “ E’ goal”, si corregge Caressa: la palla è entrata dopo aver colpito la traversa. 50 persone ammutolite nel bar. 50 persone che avevano creduto in quell’Italia, e ora la vedono sotto a causa di un rigore (che per noi è regalato) concesso alla Francia, dopo 7 minuti di gioco, dall’arbitro Elizondo, per un fallo di Materazzi su Malouda.

Ma non ci scoraggiamo, la partita è lunga e quest’Italia non sembra aver paura di nulla. Passano 10 minuti, corner per gli Azzurri. Parte Pirlo, il cross è perfetto (storti i piedi di Pirlo, eh?), svetta Materazzi, che vuole farsi perdonare per il rigore. Svetta Materazzi, che salta un metro in più dei colleghi francesi, prende la palla di testa e la scaraventa alle spalle di Barthez, sfogando tutta la rabbia accumulata in quei primi 19 minuti. Siamo 1 a 1!

Ce la possiamo fare. Il bar è irriconoscibile, gente che salta, sedie che volano, urla, è una sensazione meravigliosa. Si percepiscono i milioni di cuori che battono all’unisono, nella speranza che quella palla entri in rete. I minuti passano. Si va al  riposo sull’1 a 1.

Per i calciatori 15 minuti per riposarsi e provare il nuovo assalto alla Francia. Per noi 15 minuti per abbassare i battiti cardiaci ed evitare qualche infarto. Si ricomincia, azioni per l’Italia, azioni della Francia. La palla non vuole entrare.

Si va così ai supplementari. Passa il primo, e inizia il terrore dei rigori. I rigori avevano eliminato l’Italia dal mondiale dal ‘90 al ’98(dove era stata eliminata proprio dalla Francia). Non può finire ai rigori, non possiamo perdere nuovamente così. Termina il primo tempo supplementare. Si invertono i campi e si ricomincia. Passano 5 minuti, c’è Materazzi per terra. Nessuno riesce a capire cosa sia successo, finchè le immagini non mostrano Zidane che tira una testata all’Azzurro. Si alza un coro, da tutta Italia: “Espelli Zidane.”

Elizondo lo farà, espellerà il capitano francese. In seguitò ammetterà di non aver visto nulla, che fu il quarto uomo a comunicargli della testata del francese dopo averla vista in un video: il coraggio ad Elizondo non manca, certo.

Bene, diciamo noi, senza Zidane ce la possiamo fare, abbiamo 10 minuti. Nessuno ha il coraggio di pensare ai rigori. Ma l’italia è troppo esausta per attaccare. Inevitabilmente, arriva il 120esimo, Elizondo fischia tre volte, e il risultato è 1 a 1.

Dobbiamo soffrire, ma tutti sentono che questa è la volta buona. Il primo a battere è Pirlo, ci sentiamo in una botte di ferro, Pirlo non deluderà. E così è: 1 a 0, Italia. Pareggia subito Wiltord. Ora tocca a Materazzi, Marco ha già segnato due goal, ha preso un espulsione, è uno dei protagonisti di quel mondiale, non la può sbagliare. E così è: 2 a 1, Italia. Parte Trezeguet, tutti ricordiamo quel maledetto golden goal degli europei del 2000: se esiste un Dio del calcio deve far sbagliare il talento francese e restituirci il torto subito. Traversa. 2 a 1, Italia. Ha sbagliato. Urla di gioia nel bar, ma la tensione non si alleggerisce. Tocca a De Rossi, che tornava in campo, dopo l’espulsione rimediata ai gironi contro gli USA, dopo 4 giornate di squalifica. Deve farsi perdonare. E così è: 3 a 1, Italia. Abidal segna il secondo rigore per la Francia. E’ il turno di Del Piero, giocatori come lui non ne fanno più. Il rigore è dentro: 4 a 2, Italia. Sagnol segna il 4 a 3, e tiene accesa una fiamella di speranza per i transalpino.

Si muove dal cerchio di centrocampo Grosso. Grosso 5 anni prima giocava in C2, al Chieti. Grosso aveva trascinato quella squadra guadagnandosi un rigore, che sarà decisivo, contro l’Australia, agli ottavi, e segnando un bellissimo goal, nella semifinale contro la Germania che ha portato gli Azzurri a giocarsi la finale. Grosso era semplicemente un predestinato, non avrebbe sbagliato quel rigore neanche se l’avvesse tirato 1000 volte. Rincorsa, tiro, goal. Silenzio.

Abbiamo vinto sul serio? Poi esplode la festa. Contro tutto e tutti siamo campioni del mondo. Sorprendentemente, un passo alla volta, ci siamo conquistati il quarto mondiale della nostra storia. Non ricordo bene cosa accadde dopo, un mare di gente si riversò nelle strade di tutta Italia, trombe, bandiere: a nessuno importava del caos che si stava creando. Per una notte 60 milioni di Italiani, sono stati uniti. Per una volta l’Italia è stata davvero, un’unica, enorme, famiglia. Perché amiamo il calcio? Non c’è null’altro in grado di unire le persone come questo sport riesce a fare.

Sono passati 9 anni, ma ancora tutti oggi ricordano quel giorno. GRAZIE RAGAZZI! Perché per una notte, essere italiani, è ancora più bello!

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