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Ignoranza dalla Svezia: espulso per un peto

Espulso per un… peto: in Svezia è considerato un gesto antisportivo

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L’episodio è avvenuto nella nona serie svedese, protagonista il terzino sinistro del Pershagen SK: “L’arbitro ha detto che si trattava di un gesto antisportivo”.

Chiunque abbia giocato a calcio è stato espulso almeno una volta nella vita. Chi per un fallaccio, chi per una parolina di troppo all’indirizzo dell’arbitro o per una rissa con gli avversari. Normale amministrazione, soprattutto nelle categorie minori. E poi c’è Adam Lindin Ljungkvist, calciatore svedese cacciato dal direttore di gara per aver emesso un peto. Sì, avete capito bene: un peto. Non certo per l’odore – speriamo – ma per il gesto in sé, considerato irrispettoso.

Il fatto

In Svezia l’alimentazione è una cosa seria: piatti ricchi di proteine, dalla carne di renna a quella d’alce. Per non parlare delle Kottbullar, le tradizionali polpette con tanto di marmellata di Lyngon. Ne avrà fatto indigestione Ljungkvist che, a un quarto d’ora dalla fine del match contro lo Järna SK, è stato colpito da un incontenibile mal di pancia:

Negli ultimi minuti mi faceva male lo stomaco e mi è scappato un peto, l’arbitro l’ha sentito e mi ha mostrato il secondo giallo.

Doppia ammonizione quindi, sarebbe curioso leggere il regolamento. Anche se il calciatore, intervistato da ‘Aftonbladet’, ha spiegato la motivazione avanzata dal direttore di gara:

Forse pensava che lo avessi fatto per provocare un avversario, ma in realtà il mio peto era assolutamente innocente. Secondo lui si trattava invece di un comportamento antisportivo.

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A distanza di un paio di giorni Ljungkvist ha smaltito la rabbia e adesso scherza sull’episodio che non conosce precedenti:

Posso solo dire che è stata una chiamata di mer**a, prima d’ora non avevo mai sentito di qualcuno espulso per un peto.

Giusto per la cronaca, si trattava di un match di nona divisione svedese. Il calciatore espulso è il terzino del modesto Pershagen SK, che ha poi perso la partita per 5-2. Arbitrata – è proprio il caso di dire – da un fischietto con la puzza sotto al naso.

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