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Meteore Ignoranti | Ba, il portaculo del Milan

Oggi andiamo a scoprire Ibrahim Ba, giocatore che è stato legato al Milan per tanti anni senza però lasciare il segno.

«Questo Ba e’ il nostro beaujolais nouveau: frizzante, spumeggiante, ma anche molto tecnico»

S. Berlusconi durante il pre-campionato

Ba nacque in Senegal, ma si trasferisce ancora piccolo in Francia con la famiglia e cresce calcisticamente con la maglia del Le Havre, che lo fa esordire nella massima divisione francese a 19 anni. Ala dal fisico asciutto e dallo scatto felino, in cinque stagioni rifornisce costantemente i compagni con cross e assist che arrivano abbondanti dalla corsia destra. Nel 1996 passa quindi al Bordeaux, diventando protagonista di una stagione da incorniciare, che gli spalanca le porte della Nazionale francese. Comincia l’esperienza italiana con la maglia del Milan nell’estate del 1997, acquistato per 11,5 miliardi di lire. Silvio Berlusconi, vedendolo in campo in occasione di una partita amichevole allo Stadio Brianteo di Monza, lo soprannominò Beaujolais nouveau, paragonandolo al vino francese per la sua frizzantezza. Nel corso dei primi due anni trascorsi al Milan era riconoscibile dal soprannome Ibou, ereditato dal padre e stampato sulla sua maglia numero 13, e per la pittoresca capigliatura ossigenata.  L’esordio è da incorniciare: gioca in maniera spumeggiante alla prima gara stagionale a San Siro contro la Lazio, dove segna il suo primo gol (che sarà poi anche l’ultimo) con la maglia rossonera. Dopo un avvio molto convincente, durante il quale firma numerosi assist mostrando ottima corsa sulla fascia, si perde tra la nebbia di Milano: non riesce a distinguersi in positivo, prendendo parte, come tutta la squadra, ad una stagione fallimentare, che si conclude con l’addio di Capello e l’esclusione dai rossoneri, per il secondo anno consecutivo, dalle Coppe europee. 

Ba

Nel 1998-1999, con l’avvento di Alberto Zaccheroni, comincia da titolare ma già nel mese di ottobre perde il posto da esterno nel 3-4-3 e da lì in poi viene utilizzato soprattutto come subentrante da esterno destro o sinistro, mettendo insieme 18 presenze totali tra campionato e coppa nazionale in un Milan che si laurea campione d’Italia vincendo lo scudetto. Nella stagione successiva dopo l’apparizione nei minuti finali nella Supercoppa italiana persa 1-2 contro il Parma, passa in prestito al Perugia. Il 22 settembre 1999, al debutto con la squadra umbra, è squalificato per quattro giornate dopo una testata a Fabio Macellari del Cagliari.Ba è il primo giocatore del campionato italiano a essere sanzionato con la prova tv.  Le sue dichiarazioni sull’accaduto furono ” Non ricordo, in campo faceva molto caldo…”. 

Ba

La stagione successiva passa al Marsiglia ma ben presto anche lì  si accorgono che è meglio perderlo che trovarlo. Milanello lo riaccoglie (non proprio a braccia aperte) e Ancelotti, divenuto allenatore al posto di Terim, non lo prende in considerazione. Nel 2003 sarà ceduto a titolo definitivo al Bolton, in Inghilterra, dove Ba si propone allo scopo di rilanciarsi. In Premier League capisce che non è cosa e quindi accetta al volo l’offerta degli svedesi del Djurgarden: anche la Scandinavia non fa per lui e quindi decide di lasciar perdere. Seguirà un provino (fallito) con gli inglesi del Derby County, Serie B inglese. Quando tutto sembrava compromesso nel 2007, dopo una fugace esperienza al Varese in C2, il Milan decide riportarlo alla base non per le sue qualità ma per il suo ..culo! Porta una fortuna sfacciata. C’era ad Atene quando il Milan ha conquistato la Champions e c’era a Yokohama, dove ha vinto la Coppa Intercontinentale. Altro che centrocampista: il vecchio Ibou ha un futuro come portafortuna.Fuori dal campo, ovviamente.Durante la seconda esperienza a Milano riesce a guadagnarsi qualche convocazione per simpatia “Perche’ ho convocato Ba? Perche’ mi e’ simpatico” cosi rispose Ancelotti in merito della convocazione di Ba. Il 21 maggio 2008, a poco più di un mese dalla scadenza del suo contratto con il Milan, Ibrahim Ba annuncia il suo ritiro dal calcio giocato, a 35 anni. Svolgerà il ruolo di osservatore in Africa per la società rossonera. 

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