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Saranno ignoranti| Leandro Paredes.

Saranno ignoranti: la storia di Leandro Paredes.

paredes al boca juniors

Leandro Paredes nasce il 29 giugno 1994 a San Justo, città situata nella provincia di Buenos Aires.

All’ età di 8 anni entra nella cantera del Boca Juniors. A 16 Claudio Borghi, all’epoca allenatore del club argentino, lo chiama in prima squadra, imponendogli però di proseguire con la scuola. L’esordio con il club di Buenos Aires arriva il 7 novembre del 2010, contro l’Argentinos Junior condividendo il campo con il suo idolo Juan Roman Riquelme, soltanto sette minuti che però bastano per attirare molta attenzione su di lui.

Ma il giovane Leandro dovrà aspettare a lungo per ricevere un’altra chiamata dalla prima squadra, che arriverà soltanto  il 7 maggio 2012 con l’esordio dal primo minuto contro l’Atletico de Rafaela. Chiuderà l’anno con altre due presenze e due apparizioni in panchina. Nel frattempo nel 2011 ottiene la convocazione per disputare il campionato sudamericano under 17 con la selezione argentina, competizione in cui disputerà sei partite ed andrà a segno in due occasioni, contro Perù e Bolivia.

Nel 2013 inizia finalmente a giocare con più regolarità disputando 20 partite di campionato (condite da 4 reti) e una in copa sudamericana contro l’Independiente, mentre nella stagione successiva disputerà soltanto 4 partite con il Boca, anche a causa di un brutto infortunio, prima di lasciare l’Argentina.

Il 29 gennaio 2014 Paredes si trasferisce in Italia, con la Roma che riesce a prevalere sulla concorrenza di numerosi club europei pagandolo circa 6 milioni di euro per poi parcheggiarlo al Chievo di Corini non avendo a disposizione nessuno slot per gli extracomunitari.

Sarà un ambientamento difficile il suo, soltanto qualche sporadica panchina per lui e un assaggio di campo che arriva alla trentaseiesima giornata, contro il Torino, 15 minuti che non gli consentono però di dimostrare alcunchè alla platea gialloblù.

La Roma però crede fermamente in lui e decide per il 2014-15 di non mandarlo in prestito, lasciandolo a disposizione di Rudi Garcia. Neanche in questa stagione l’argentino riesce a fare il salto di qualità: saranno soltanto 10 le presenze in Serie A più 2 in Coppa Italia e 1 in Europa League per un misero totale di 454’ minuti giocati, davvero poco per far valere il proprio talento.

Nel 2015-16 cambia qualcosa: dopo due panchine con la Roma viene ceduto in prestito all’Empoli, con cui esordisce il 13 settembre contro il Napoli. Non ci vorranno molte partite prima che riesca ad ottenere un posto fisso tra i titolari, ma è alla tredicesima giornata che per l’ Empoli e per il talentuoso argentino cambia tutto. Con la partenza di Mirko Valdifiori verso il Napoli di Sarri , Marco Giampaolo ha dovuto provvedere al difficile compito di trovare un sostituto per la regia; dapprima sperimenta il giovane senegalese Assane Dioussé, successivamente sarà il turno del brasiliano Ronaldo e poi di Raffaele Maiello.

È il 22 novembre e l’Empoli sfida la Fiorentina all’ Artemio Franchi, quando mister Giampaolo ha l’intuizione di affidare la regia all’argentino che fino ad allora era stato impiegato come mezzala. Ed è la metamorfosi. Finalmente Paredes riesce a dimostrare il suo talento straordinario, la sua ottima visione di gioco e la qualità dei suoi passaggi (soprattutto corti). Da quel giorno svolge il ruolo di regista della squadra toscana con incredibile calma e serenità, dimostrando una maturità non da poco dati i suoi 21 anni.

paredes empoli

Sembra praticamente scontato il suo ritorno nella rosa della Roma alla fine del campionato, e a Spalletti spetterà il compito  di valorizzare ulteriormente le sue qualità per regalare alla squadra giallorossa un fenomeno per le stagioni a venire.

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Iannezz

Studente di Economia ,appassionato lettore e amante dello sport in generale, specialmente delle storie che ci racconta

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